Per gli amanti della poesia
 

La poesia serve a .... ?

Pier 28 Lug 2016 11:50
La poesia serve a superare il terrore diffuso
di questo periodo di crescendo terroristico ?
... omissis...
Pier 3 Ago 2016 09:26
Il 28/07/2016 11:50, Pier ha scritto:
> La poesia serve a superare il terrore diffuso
> di questo periodo di crescendo terroristico ?
> ... omissis...

è un ulteriore 'terrore'
che nessuno desideri rispondere
cristina punto e basta 3 Ago 2016 22:10
Pier:

> è un ulteriore 'terrore'
che nessuno desideri rispondere

Rompo il ghiaccio per dirti che
il compito della poesia
non è servire ma asservire
e non c'è nulla da fare
quando arriva bisogna cedere
alle sue lusinghe
cristina punto e basta 4 Ago 2016 15:36
Leggendo qua e là, nella storia di IAP mi sono imbattuta in questo commento di
Albertodino. Nelle sue parole ho trovato un altro aspetto dei perché della
poesia,
te le riporto di seguito:

...
Io non ho, e non ce l'ha nessuno, una formula esatta di poesia: non
c'è geometria che tenga, etichetta, forma, peso, misura... non ti deve
dispiacere nulla: perché se mi fermo sulle tue poesie, è perché mi
piacciono, talvolta di più, talaltra di meno, e perché ravvedo una
vita, delle emozioni, un personaggio ed una personalità dietro lo
scritto, anche quando questo non arriva a toccare le corde del mio
vissuto: riesci a rendermi interessante quella parte di te che non ho
visto e che vuoi raccontarmi, anche se distorta dalle necessità
poetiche, se amplificata dalla "posa" poetica, anche se snaturata
dalla necessità di esorcizzare con la scrittura.

Ed è questa l'unica cosa che conta.
cristina punto e basta 4 Ago 2016 15:36
Leggendo qua e là, nella storia di IAP mi sono imbattuta in questo commento di
Albertodino. Nelle sue parole ho trovato un altro aspetto dei perché della
poesia,
te le riporto di seguito:

...
Io non ho, e non ce l'ha nessuno, una formula esatta di poesia: non
c'è geometria che tenga, etichetta, forma, peso, misura... non ti deve
dispiacere nulla: perché se mi fermo sulle tue poesie, è perché mi
piacciono, talvolta di più, talaltra di meno, e perché ravvedo una
vita, delle emozioni, un personaggio ed una personalità dietro lo
scritto, anche quando questo non arriva a toccare le corde del mio
vissuto: riesci a rendermi interessante quella parte di te che non ho
visto e che vuoi raccontarmi, anche se distorta dalle necessità
poetiche, se amplificata dalla "posa" poetica, anche se snaturata
dalla necessità di esorcizzare con la scrittura.

Ed è questa l'unica cosa che conta.
Pier 11 Ago 2016 09:30
Il 04/08/2016 15:36, cristina punto e basta ha scritto:
> Leggendo qua e là, nella storia di IAP mi sono imbattuta
in questo commento di Albertodino. Nelle sue parole ho
trovato un altro aspetto dei perché della poesia,
> te le riporto di seguito:
>
> ...
> Io non ho, e non ce l'ha nessuno, una formula esatta di poesia: non
> c'è geometria che tenga, etichetta, forma, peso, misura... non ti deve
> dispiacere nulla: perché se mi fermo sulle tue poesie, è perché mi
> piacciono, talvolta di più, talaltra di meno, e perché ravvedo una
> vita, delle emozioni, un personaggio ed una personalità dietro lo
> scritto, anche quando questo non arriva a toccare le corde del mio
> vissuto: riesci a rendermi interessante quella parte di te che non ho
> visto e che vuoi raccontarmi, anche se distorta dalle necessità
> poetiche, se amplificata dalla "posa" poetica, anche se snaturata
> dalla necessità di esorcizzare con la scrittura.
>
> Ed è questa l'unica cosa che conta.

In linea di massima posso concordare con quanto dici
Mi chiedo , però, il motovo che pbbligava un tempo a
scrivere in rima, o in sonetti, o in endecasillabi,
oppure con contenuti di lirica, epica,...
Ad utilità di tutti, dell'arte... oppure come valvola
di sicurezza personale, amore, rimpianto, dolore.
Quasto anche nel canto, nelle arti figurative, musica, ecc
Si dovrebbe tendere alla perfezione, mirare al meglio,
oppure al successo di critica e/o pubblico.

Oggi è ancora così oppure c'è il tablet, il giochino,...?
Pier 13 Ago 2016 08:37
Il 04/08/2016 15:36, cristina punto e basta ha scritto:
> Leggendo qua e là, nella storia di IAP mi sono
>
> ...
> Io non ho, e non ce l'ha nessuno,

> piacciono, talvolta di più, talaltra di meno, e perché ravvedo una
> vita, delle emozioni, un personaggio ed una personalità dietro lo
> scritto, anche quando questo non arriva a toccare le corde del mio
> vissuto: riesci a rendermi interessante quella parte di te che non ho
> visto e che vuoi raccontarmi, anche se distorta dalle necessità
> poetiche, se amplificata dalla "posa" poetica, anche se snaturata
> dalla necessità di esorcizzare con la scrittura.
>
> Ed è questa l'unica cosa che conta.

Una scrittrice di cui non faccio il nome,
la quale acutamente e con fatica descrive
come noi siamo condizionati da quello che
non comprendiamo.
Basti pensare che oggigiorno ci si ostina a dare la colpa degli
accadimenti coinvolgenti la nostra vita, ai poteri forti, ravvisando in
essi la potente mano di multinazionali, banche, politici e simili . Ma
in realtà quelli che influiscono di più sulla nostra esistenza sono gli
scambievoli e ignari rapporti tra genitori e figli (in particolare in
caso di vedovanza), di maestro influente specie se erroneo ed allievo,
di fratelli , partner (specie se con significative differenze
d'età),.... In tutti questi casi, assai frequenti, sono questi i veri
poteri forti che contano a condizionare nel tempo le opinioni e
l'esistenza, con scambio di ruoli involontari tra: vittima, carnefice,
attore, autore, dominante, dominato.

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