Per gli amanti della poesia
 

Giulio Regeni

cristina punto e basta 4 Feb 2016 14:36
Hanno ucciso il fratello minore di Gesù ******* comunista per darlo in pasto a
una croce fatta di sabbia.
Un giornale aperto stamattina e una colatura di caffè bollente nella trachea
prima di confondermi nei suoi perché.
Ventott'anni e due braccia ancora da arrotolare.
Era il navigatore aggiornato di Omar e l'antagonista delle mani di Ponzio
Pilato.
Andava col passo spedito a festeggiare il compleanno di un amico ma si è perso
tra le dune dove si affonda.
T'aspettavano narghilé e melassa e invece ti hanno interrotto la strada.
Tu, piccolo saggio, sorriso gentile incorniciato da barba e baffi ancora
immaturi, occhi da gatto egiziano e bocca ancora s*****a di sahlab.
T'illudevi che il mondo meritasse il meglio ma hai esposto il fianco troppo
presto e i cannibali si sono accorti di te lasciando respirare solo un mare
lontano e una falce di luna acerba.
Ma la risacca non si placherà presto.
Tua madre cammina con gli occhi che le coprono i piedi e ad ogni passo striscia
una lacrima pesante.
Maria Maddalena mangiava tiramisù sognando le mille e una notte al Cairo.
Ora si chiede: chi è stato a ridurti così? e si bagna i capelli con i palmi
all'insù.
cosimo 27 Feb 2016 14:03
cristina punto e basta ha scritto:
[...]
> Ora si chiede: chi è stato a ridurti così? e si bagna i capelli con i palmi
all'insù.

Certo l'aquila può
sempre affondare gli artigli
nel vuoto della parola.
La bocca, come pietra,
nel deserto.
Un dolore sommerso dal nulla,
assenza che invoca un volto,
come notte che sogni il mattino.
Il ciclo del tempo
rotto
infranta
la continuità.
Ti riconosco,
era possibile accogliere
uno sguardo di luce.
Poi l'attimo
ha sgretolato
tutta la materia dei ricordi.
Frammenti riflettono
bagliori di immagini.
Fra tutte
si fa insistente
come scheggia che vuole sottrarsi al nulla
si fa insistente
l'immagine di braccia aperte
per accogliere due piccole bimbe.
Anche nell'assurda fragilità
come la ginestra
resiste
un abbraccio verso il futuro.
cristina punto e basta 27 Feb 2016 21:36
Il giorno sabato 27 febbraio 2016 14:03:50 UTC+1, cosimo ha scritto:
> cristina punto e basta ha scritto:
> [...]
>> Ora si chiede: chi è stato a ridurti così? e si bagna i capelli con i
palmi all'insù.
>
> Certo l'aquila può
> sempre affondare gli artigli
> nel vuoto della parola.
> La bocca, come pietra,
> nel deserto.
> Un dolore sommerso dal nulla,
> assenza che invoca un volto,
> come notte che sogni il mattino.
> Il ciclo del tempo
> rotto
> infranta
> la continuità.
> Ti riconosco,
> era possibile accogliere
> uno sguardo di luce.
> Poi l'attimo
> ha sgretolato
> tutta la materia dei ricordi.
> Frammenti riflettono
> bagliori di immagini.
> Fra tutte
> si fa insistente
come scheggia che vuole sottrarsi al nulla
si fa insistente
l'immagine di braccia aperte
per accogliere due piccole bimbe.
> Anche nell'assurda fragilità
> come la ginestra
> resiste
> un abbraccio verso il futuro.


Caro Cosimo,
la tua poesia mi è piaciuta assai.
Si sente il dolore per la perdita di
una persona importante.
La bocca come pietra nel deserto,
come a dire di parole senza approdo.
Bella l'immagine della ginestra
che alza i suoi steli sottili ma
per niente fragili verso il futuro.
Mi ha toccato veramente.

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