Per gli amanti della poesia
 

L'ultimo viaggio del pendolare cieco

cristina punto e basta 13 Gen 2016 10:50
Il pendolare cieco d'amore, occhi azzurri assenti, camminava sulle mani con la
testa a penzoloni e i capelli sull'erba.
Accompagnato dal Tutum-tutum del suo cuore innamorato pensava solo ad arrivare e
non a quante volte avrebbe ripetuto ancora il viaggio.
OraMai, conosceva a memoria ogni passo, ogni anfratto,
ogni boschetto odoroso e segnava il suo cammino con un polpastrello
morbidoIndiscreto, gongolando tra valli asSolateCalde e inSenatureSconce.
Esitava qua e là, un po' per sé, un po' per l'eternità.
Percorreva vie inopportune fregandosene dei segnali di divieto e del tictac di
un orologio alla menta, diceva,
ogni tanto è bene perdersi, vieni con me, non lasciamo briciole a Pollicino.
Il pendolare insalivava frasi corsive, sussurrando alle rane di stagni
stroboscopici, saliva liquido con fare ormonale lungo la scia di una lumachina
lontana e poetica.
Lungo il cammino, nonostante il fiato corto, bypassava la meta sicura, per
godersi ogni piacere fresco ogni natura, ora due palmi avanti, ora due indietro,
lento si arrestava a guardare la cima, la cima appesa con sopra il mare.
Un groviglio di gambe e nuvole stanche sfilava sulla passerella di un pubblico
assente, la terra di sotto, tremava in trepida attesa.
Su un'altura faceva capolino la schiusa di un fiore bagnato di rugiada odorosa,
i petali aDueaDue di un vermiglio acceso striato da desideri Colibrì.
Il pendolare giunto alla cima, ormai senza fiato, si fece pesce senza branchie e
con un colpo di coda, si tuffò tra petali d'oceano primordiale.
Un tuffo di vita senza più remore, senza più ostacoli, senza ritorni, a
******* di un istante intriso di sé.
cristina punto e basta 13 Gen 2016 11:29
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 10:50:16 UTC+1, cristina punto e basta ha
scritto:

chestress che non si può correggere un post pubblicato, accidenti alla mia
paura di perdere tutto,
che stanotte tra lenzuola e occhi stropicciati ho imprecato perché se n'è
andata una pagina senza che me ne accorgessi
e per fortuna che il mio cervelletto aveva salvato qualche immagine sennò
stamattina avrei pianto di quelle lacrime da farci il lago e poi morirci dentro
pgm 13 Gen 2016 13:53
Il 13/01/2016 10:50, cristina punto e basta ha scritto:
> Il pendolare cieco d'amore,

> OraMai, conosceva a memoria ogni passo, ogni anfratto,
> ogni boschetto odoroso e segnava il suo cammino

> Esitava qua e là, un po' per sé, un po' per l'eternità.
> Percorreva vie inopportune fregandosene dei segnali di divieto

> ogni tanto è bene perdersi, vieni con me, non lasciamo briciole

> Lungo il cammino, nonostante il fiato corto, bypassava la meta sicura,

> Un groviglio di gambe e nuvole stanche sfilava sulla passerella di

> Il pendolare giunto alla cima, ormai senza fiato, si fece pesce senza branchie

> Un tuffo di vita senza più remore, senza più ostacoli, senza ritorni,
> a ******* di un istante intriso di sé.
>
Non si capisce perchè sia l'ultimo viaggio
in questo linguaggio ermetico e sibillino,
denso di contenuti, allegorie e paragoni,
sembra proprio una abituale incontro di *******
cristina punto e basta 13 Gen 2016 15:02
Il giorno mercoledì 13 gennaio 2016 13:53:40 UTC+1, pgm ha scritto:
> Il 13/01/2016 10:50, cristina punto e basta ha scritto:
>> Il pendolare cieco d'amore,
>
>> OraMai, conosceva a memoria ogni passo, ogni anfratto,
>> ogni boschetto odoroso e segnava il suo cammino
>
>> Esitava qua e là, un po' per sé, un po' per l'eternità.
>> Percorreva vie inopportune fregandosene dei segnali di divieto
>
>> ogni tanto è bene perdersi, vieni con me, non lasciamo briciole
>
>> Lungo il cammino, nonostante il fiato corto, bypassava la meta sicura,
>
>> Un groviglio di gambe e nuvole stanche sfilava sulla passerella di
>
>> Il pendolare giunto alla cima, ormai senza fiato, si fece pesce senza
branchie
>
>> Un tuffo di vita senza più remore, senza più ostacoli, senza ritorni,
>> a ******* di un istante intriso di sé.
>>
> Non si capisce perchè sia l'ultimo viaggio
> in questo linguaggio ermetico e sibillino,
> denso di contenuti, allegorie e paragoni,
> sembra proprio una abituale incontro di *******
il perché è sempre lì dietro l'angolino
a farladapadrone con le mani nascoste dentro a tasche piene di immagini vivide e
lo sguardo furbo di chi non c'è più (senza ritorni) ma che ha lasciato un
pezzetto di sé perché io possa annaffiarlo ogni giorno e vederlo crescere :-)

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